Certificato di stabilità edilizia: cosa sapere e come fare

Dopo il caso di cronaca nera di Torre Annunziata, quando una palazzina è crollata uccidendo 8 persone fra adulti e bambini, la politica è tornata a parlare di stabilità edilizia e di sicurezza del patrimonio immobiliare italiano. Molti esponenti hanno discusso vecchie e nuove soluzioni, ma la proposta più interessante sembra quella del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, secondo il quale verrà introdotto, forse già a partire dall’anno prossimo, l’obbligo della certificazione di idoneità statica per edifici oggetto di contratto d’affitto o di compravendita. In altre parole, come per la certificazione energetica, nel momento in cui si decide di affittare o vendere un immobile, bisognerà munirsi del certificato di stabilità edilizia, prova del livello di sicurezza dell’immobile stesso.

Pochi per il momento i dettagli tecnici. Di certo sarà necessario rivolgersi a un professionista autorizzato, il cui compito consisterà nel “certificare” la stabilità dell’appartamento o della casa con un punteggio scalare. Con ogni probabilità, la spesa per coprire l’intervento potrà inoltre essere detratta dalle tasse. Su un approccio del genere alcuni hanno già sollevato dubbi, visto e considerato che la stabilità del singolo spazio abitativo non avrebbe alcun valore se poi non si conosce la stabilità dell’intero immobile. Non è da escludere dunque l’adozione di un secondo documento, chiamato fascicolo (o libretto) di fabbricato, una novità voluta fortemente da molte categorie di professionisti, dagli architetti agli ingegneri.

DA MILANO ALLA VAL D’AOSTA: I PRIMI ESPERIMENTI VIRTUOSI

In attesa delle prossime mosse del governo, qualcuno ha già cominciato a introdurre sistemi che ricalcano il certificato di stabilità edilizia. Progetti pilota sono in corso a Milano e in Val d’Aosta. Nel capoluogo lombardo è in vigore l’obbligatorietà delle verifiche e della certificazione di idoneità statica, da attuare entro il 2019, per tutti gli edifici costruiti più di 50 anni fa senza collaudo statico. Per gli altri vecchi immobili, quelli per cui il collaudo statico era stato fatto, ci sarà tempo fino al 2024. In prima linea anche la Val d’Aosta, dove è necessario dimostrare il possesso di apposita certificazione di idoneità statica per ottenere l’agibilità e, di conseguenza, usufruire della casa. Nei prossimi articoli vi terremo aggiornati sull’evoluzione della questione, nel frattempo, per qualsiasi informazione su certificazioni residenziali, industriali e commerciali, non esitate a contattarci.

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