RSPP interno o esterno all’azienda: come scegliere

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Responsabile del servizio prevenzione e Protezione

RSPP interno o esterno all’azienda: come scegliere

La figura dell’RSPP, ovvero del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, è prevista e richiesta dalla legge italiana per qualunque azienda abbia almeno un dipendente (articolo 17 comma 1 lettera b) del D.Lgs 81/2008). L’RSPP può configurarsi come una persona interna all’azienda oppure, in alternativa, come un professionista esterno che lavora in veste di consulente. Il ruolo dell’RSPP è quello di coordinare e supervisionare l’insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori (art. 2 comma l lettera f). In entrambi i casi, RSPP esterno o RSPP interno, le mansioni di coordinamento e supervisione non vanno intese come un compito continuativo ed esclusivo, ma come un dovere compatibile con altre attività.

 Saranno quindi uno o più dipendenti e/o lo stesso datore di lavoro a ricoprire l’incarico di RSPP interno, mentre per quanto riguarda l’RSPP esterno, il consulente potrà seguire più aziende lavorando per ciascuna come responsabile abilitato. Il dilemma si pone nel momento in cui dobbiamo decidere se eleggere un responsabile interno o esterno. Punto di riferimento, ancora una volta, è il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (il D.Lgs 81/2008 di cui sopra). L’articolo da cui partire per una valutazione a norma di legge è il n° 32, Servizio di prevenzione e protezione. Nel primo comma, ad esempio, leggiamo che:

il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all’interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo.

Seguono le varie ipotesi di nomina di un responsabile interno o di ingaggio di un responsabile esterno. Per quanto riguarda l’RSPP interno, riportiamo gli scenari in cui è obbligatorio nominare personale dell’azienda stessa opportunamente formato.

CASI OBBLIGATORI DI NOMINA DI UN RSPP INTERNO

  1. a) nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
    b) nelle centrali termoelettriche;
    c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
    d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
    e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
    f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
    g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

 

CASI IN CUI E’ NECESSARIO AFFIDARSI A UN RSPP ESTERNO

Al di fuori degli scenari di cui sopra, la nomina di un RSPP può essere gestita in esterno, affidandosi a società esperte e autorizzate come la nostra. Tale scelta diventa obbligatoria “in assenza di dipendenti che, all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 32”. Detto altrimenti, è obbligatorio rivolgersi a terze parti quando il personale interno non è ancora formato e abilitato tramite appositi corsi di aggiornamento. L’articolo 32 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro specifica in proposito i requisiti che un dipendente o un datore di lavoro deve possedere per essere nominato RSPP interno, requisiti che includono ad esempio il possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore e l’attestato di frequenza a specifici corsi di formazione. Per maggiori informazioni ti rimandiamo alla sezione del nostro sito dedicata all’RSPP esterno. In alternativa, puoi contattarci senza impegno per email o telefono approfittando del nostro check up gratuito.

 

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