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GDPR-Regolamento-Privacy

GDPR: 3 errori che potrebbero costarti una sanzione milionaria

17 Marzo 2025/in cybersicurezza, GDPR privacy, Privacy

Il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati) è in vigore dal 25 maggio 2018, eppure molte aziende italiane continuano a commettere errori che potrebbero tradursi in sanzioni salate, fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo globale. Non si tratta solo di una questione burocratica: il rispetto del GDPR è fondamentale per proteggere i dati dei tuoi clienti e la reputazione della tua attività. In questo articolo ti sveliamo i 3 errori più comuni che potrebbero metterti a rischio e come evitarli grazie ai servizi di LDG Service.


Non avere un registro dei trattamenti aggiornato

Uno degli obblighi principali del GDPR è la redazione e l’aggiornamento del registro dei trattamenti, un documento che mappa tutte le attività di trattamento dei dati personali svolte dalla tua azienda. Molte imprese pensano che basti scriverlo una volta e archiviarlo, ma non è così: il registro deve essere un documento vivo, rivisto periodicamente per riflettere eventuali cambiamenti (nuovi fornitori, software o processi).

Senza un registro adeguato, rischi di non riuscire a dimostrare la conformità in caso di controllo da parte del Garante per la Protezione dei Dati. Vuoi evitare questo errore? Scopri come il nostro servizio di Consulenza GDPR può aiutarti a creare e mantenere un registro compliant.


Ignorare il consenso degli utenti

Un altro errore frequente è trattare i dati personali senza aver ottenuto un consenso esplicito, informato e documentabile. Ad esempio, se la tua azienda invia newsletter o utilizza cookie di profilazione senza che l’utente abbia dato un’approvazione chiara, stai violando il GDPR. Attenzione: il consenso non può essere implicito (come caselle pre-spuntate) e deve essere facile da revocare.

Molti siti web sottovalutano l’importanza di una privacy policy chiara e di un sistema di gestione dei consensi. Per mettere il tuo sito in regola, dai un’occhiata ai nostri servizi di Adeguamento siti web al GDPR: ti supportiamo nella configurazione di banner cookie e nella redazione di informative conformi.


Non formare il personale

Il GDPR non è solo una questione di documenti e tecnologia: coinvolge anche le persone. Se i tuoi dipendenti non sono adeguatamente formati sui principi di protezione dei dati, potresti incorrere in violazioni involontarie, come l’invio di email con dati sensibili a destinatari sbagliati o la mancata segnalazione di un data breach entro le 72 ore previste dalla normativa.

La formazione è un obbligo per tutte le aziende che trattano dati personali, e trascurarla può costarti caro. Con il nostro servizio di Formazione GDPR, offriamo corsi personalizzati per il tuo team, garantendo una gestione sicura e consapevole dei dati.


Come evitare le sanzioni? Affidati a LDG Service

Le sanzioni milionarie non sono un’ipotesi remota: il Garante italiano ha già multato aziende per violazioni come quelle descritte sopra. La buona notizia è che prevenire questi errori è possibile con il giusto supporto. Su www.ldgservice.it troverai soluzioni su misura per la tua impresa: dalla consulenza iniziale all’implementazione di processi conformi.

Non lasciare la tua azienda esposta a rischi inutili. Contattaci oggi stesso tramite la nostra pagina Contatti per una valutazione gratuita della tua situazione GDPR. La compliance non è solo un obbligo, ma un’opportunità per distinguerti come un’impresa affidabile e rispettosa della privacy.

 

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https://www.ldgservice.it/wp-content/uploads/2025/03/GDPR-Regolamento-Privacy.jpg 720 1970 Luigi Giliberti https://www.ldgservice.it/wp-content/uploads/2025/05/logo-LDG-e1746181830222.webp Luigi Giliberti2025-03-17 22:04:082025-05-02 12:26:57GDPR: 3 errori che potrebbero costarti una sanzione milionaria
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DPO Data protection officer: obbligo, requisiti, compiti, e certificazioni QUALI SONO I REQUISITI? Il Responsabile della protezione dei dati, nominato dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento, dovrà: 1. possedere un'adeguata conoscenza della normativa e delle prassi di gestione dei dati personali, anche in termini di misure tecniche e organizzative o di misure atte a garantire la sicurezza dei dati. Non sono richieste attestazioni formali o l'iscrizione ad appositi albi professionali, anche se la partecipazione a master e corsi di studio/professionali può rappresentare un utile strumento per valutare il possesso di un livello adeguato di conoscenze; 2. adempiere alle sue funzioni in piena indipendenza e in assenza di conflitti di interesse . In linea di principio, ciò significa che il RPD non può essere un soggetto che decide sulle finalità o sugli strumenti del trattamento di dati personali; 3. operare alle dipendenze del titolare o del responsabile oppure sulla base di un contratto di servizio (RPD/DPO esterno). Il titolare o il responsabile del trattamento dovranno mettere a disposizione del Responsabile della protezione dei dati le risorse umane e finanziarie necessarie all’adempimento dei suoi compiti. IN QUALI CASI E’ PREVISTO? Dovranno designare obbligatoriamente un RPD: a) amministrazioni, enti pubblici e autorità giudiziarie nell’esercizio delle loro funzioni; b) tutti i soggetti la cui attività principale consiste in trattamenti che, per la loro natura, il loro oggetto o le loro finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; c) tutti i soggetti la cui attività principale consiste nel trattamento, su larga scala, di dati sensibili, relativi alla salute o alla vita sessuale, genetici, giudiziari e biometrici. Anche per i casi in cui il regolamento non impone in modo specifico la designazione di un RPD, è comunque possibile una nomina su base volontaria. Un gruppo di imprese o soggetti pubblici possono nominare un unico RPD. CHI SONO I SOGGETTI PRIVATI OBBLIGATI ALLA SUA DESIGNAZIONE? Sono tenuti alla designazione del responsabile della protezione dei dati personali il titolare e il responsabile del trattamento che rientrino nei casi previsti dall'art. 37, par. 1, lett. b) e c), del Regolamento (UE) 2016/679. Si tratta di soggetti le cui principali attività (in primis, le attività c.d. di "core business") consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala o in trattamenti su larga scala di categorie particolari di dati personali o di dati relative a condanne penali e a reati (per quanto attiene alle nozioni di "monitoraggio regolare e sistematico" e di "larga scala", v. le "Linee guida sui responsabili della protezione dei dati" del 5 aprile 2017, WP 243). Il diritto dell'Unione o degli Stati membri può prevedere ulteriori casi di designazione obbligatoria del responsabile della protezione dei dati (art. 37, par. 4). Ricorrendo i suddetti presupposti, sono tenuti alla nomina, a titolo esemplificativo e non esaustivo: istituti di credito; imprese assicurative; sistemi di informazione creditizia; società finanziarie; società di informazioni commerciali; società di revisione contabile; società di recupero crediti; istituti di vigilanza; partiti e movimenti politici; sindacati; caf e patronati; società operanti nel settore delle "utilities" (telecomunicazioni, distribuzione di energia elettrica o gas); imprese di somministrazione di lavoro e ricerca del personale; società operanti nel settore della cura della salute, della prevenzione/diagnostica sanitaria quali ospedali privati, terme, laboratori di analisi mediche e centri di riabilitazione; società di call center; società che forniscono servizi informatici; società che erogano servizi televisivi a pagamento. QUALI SONO I COMPITI? Il Responsabile della protezione dei dati dovrà, in particolare: a) sorvegliare l’osservanza del regolamento, valutando i rischi di ogni trattamento alla luce della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità; b) collaborare con il titolare/responsabile, laddove necessario, nel condurre una valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA); c) informare e sensibilizzare il titolare o il responsabile del trattamento, nonché i dipendenti di questi ultimi, riguardo agli obblighi derivanti dal regolamento e da altre disposizioni in materia di protezione dei dati; d) cooperare con il Garante e fungere da punto di contatto per il Garante su ogni questione connessa al trattamento; e) supportare il titolare o il responsabile in ogni attività connessa al trattamento di dati personali, anche con riguardo alla tenuta di un registro delle attività di trattam Il DPO Responsabile della protezione dei dati (RPD)
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